martedì 30 aprile 2013

Il fruttosio non aiuta a dimagrire perché non sazia!


Fruttosio invece dello zucchero? Inutile, anzi controproducente, se si vuole dimagrire.
Lo afferma uno studio dell'università di Yale pubblicato dalla rivista Jama, secondo cui questo dolcificante naturale contenuto nella frutta, spesso scelto per il suo potere dolcificante, doppio rispetto al comune zucchero, non produce nel cervello lo stesso effetto di sazietà assicurato dal glucosio, e potrebbe essere anzi una delle cause dell'epidemia di obesità.
Per verificarne l’efficacia nelle diete i ricercatori hanno chiesto a 20 volontari in salute di sottoporsi a una risonanza al cervello mentre mangiavano glucosio o fruttosio. Il risultato principale è stato che solo il primo riduce significativamente il flusso di sangue nella regione dell'ipotalamo, quindi il glucosio, ma non il fruttosio, provoca una significativa diminuzione dell'attività di ipotalamo, insula e striato, aree del cervello che regolano l'appetito, la motivazione e la ricompensa, e solo il glucosio attiva le connessioni legate al senso di sazietà. Una conseguenza della scoperta, spiega un editoriale che accompagna lo studio, è che il fruttosio potrebbe addirittura promuovere l'assunzione di più cibo, perché il corpo non si sente sazio in mancanza dei segnali neurobiologici giusti.
L'uso del fruttosio si è diffuso per vari motivi soprattutto come unico dolcificante a disposizione del diabetico fino a poco tempo fa. Il fruttosio, contrariamente al glucosio, non è glicemizzante e quindi non stimola la secrezione insulinica, però se da una parte preserva i picchi glicemici, dall'altra se preso in dosi esagerate sconquassa il metabolismo intraepatico provocando aumento di trigliceridi e steatosi epatica. Anche nella frutta e nel miele c'è fruttosio, ma il consumo eccessivo si rischia usandolo per dolcificare il caffè o altre bevande e le torte di produzione casalinga. Quando si è diffuso poi il mito, abbastanza insensato dell'indice glicemico (non è l'indice che conta, ma il carico glicemico) il fruttosio ha continuato il suo successo e non si è tenuto mai conto del fatto che, intanto il fruttosio aveva le sue belle 4 kcal per grammo come tutti gli zuccheri e quindi sostituiva a pari calorie e aveva anche i suoi bravi effetti metabolici.
In attesa di ulteriori approfondimenti dalla ricerca, il consiglio quindi è quello di assumere questo zucchero solo da fonti naturali (in pratica la frutta), evitando tutte le aggiunte e i dolcificanti a base di fruttosio, che spesso sono prodotti industriali sviluppati con ingredienti non sempre sani.

Dieta senza glutine

Dieta senza glutine

Pubblicato da I love Foods a 02:18

Nata per i celiaci, oggi la dieta senza glutine è un fenomeno di massa, merito anche di tante star, che la seguono nella convinzione che sia più sana e faccia dimagrire. Ma è proprio così?
Senza glutine o gluten free, dall’inglese, basta guardarsi intorno per vederlo scritto ovunque: nei menu dei ristoranti (più di duemila quelli segnalati nel sito dell’Associazione Italiana Celiachia o Aic), nelle brochure degli alberghi, sugli scaffali di farmacie e supermercati, dove le confezioni di pasta e prodotti da forno, ma anche di birre, gelati e caramelle aglutinate finiscono nei carrelli di un numero sempre più alto di consumatori. La conferma arriva sempre dall’Aic, secondo cui nel 2012 il giro d’affari dei cibi privi di glutine ha registrato vendite per 237 milioni di euro, il 6,4% in più rispetto all’anno precedente.
Cifre importanti, che nascondono un timore sempre più diffuso nella comunità scientifica, quello che la scelta di mangiare alimenti gluten free abbia oltrepassato i confini della necessità medica, per diventare uno stile di vita dettato dalla moda. Sempre più individui sani, condizionati dall’esempio di alcuni personaggi famosi, si stanno convincendo che la dieta aglutinata sia più salutare, meno pericolosa per il girovita e perfino più chic. Questo, però, non corrisponde alla realtà.
È vero, però, che all’origine di questa moderna insofferenza alimentare c’è una sostanza amica del palato (è il glutine che dà consistenza a molti cibi: per esempio, rende gommoso il pane e assicura alla pasta il giusto punto di cottura), ma difficile da “maneggiare” per il nostro corpo.
Il glutine è un complesso proteico che si forma quando le farine di alcuni cereali (frumento, avena, farro, kamut, orzo, segale, spelta e triticale) vengono impastate con l’acqua. Il problema è che contiene anche alcune molecole "tossiche" (i peptidi), che oltre a renderlo non digeribile per tutti, tendono ad alterare l’equilibrio dell’intestino.
Tutto ciò non basta a fare di questo ingrediente il nemico numero uno della nostra salute. La maggior parte di noi, infatti, ci convive benissimo o con fastidi che spesso passano inosservati. Un esempio? Quel leggero gonfiore addominale che compare dopo una porzione un po’ abbondante di pastasciutta. Seccante, certo, ma non così grave da spingerci a stravolgere le nostre abitudini a tavola.
Chi invece deve subire una vera rivoluzione alimentare sono quei 600 mila italiani malati di celiachia o intolleranza al glutine: una patologia capace di procurare sintomi ben più seri, come dissenteria, debolezza e perdita di peso. In queste persone il glutine scatena una reazione del sistema immunitario che, a sua volta, provoca un’infiammazione delle pareti dell’intestino. Questa reazione fa atrofizzare i villi intestinali, dei piccoli ripiegamenti del tessuto che funzionano come un filtro per l’assorbimento dei nutrienti. Di conseguenza, la mucosa diventa sempre più permeabile e lascia penetrare nel sangue le stesse tossine (o antigeni) del glutine, che a loro volta stimolano il sistema immunitario a produrre gli anticorpi specifici, cioè gli anti-transglutaminasi.
Di fronte a un sospetto di celiachia, infatti, il medico prescrive due esami: la biopsia dei villi intestinali e il prelievo del sangue, per verificare appunto la presenza degli anticorpi. Esiti alla mano, la diagnosi è sicura al 100%. E quando è positiva, non lascia spazio a dubbi: il glutine va eliminato dalla dieta.
Lo stesso non si può dire di un altro disturbo, dai contorni molto più sfuocati: la sensibilità al glutine.
È stato scoperto solo tre anni fa, grazie a un numero crescente di pazienti che, pur non essendo celiaci, lamentavano un malessere diffuso dopo aver mangiato cibi che contenevano questa sostanza. Si sa ancora troppo poco di questa sindrome che, di sicuro colpisce l’intestino, provocando gonfiori, stitichezza, diarrea, ma in modo meno grave: l’infiammazione delle mucose, infatti, non porta mai all’atrofia dei villi tipica della celiachia. In più, questo disturbo procura una serie di fastidi molto variabili, spesso di natura neurologica, come dolori articolari, formicolii, mal di testa, nervosismo e apatia.
Il più grande punto di domanda riguarda la diagnosi. Ad oggi, infatti, non esiste un solo esame che confermi la sensibilità al glutine.
I medici vanno per esclusione, orientandosi grazie ai racconti dei pazienti, che però spesso sono difficili da interpretare. E quando è possibile, fanno una diagnosi in “doppio cieco”: il soggetto annota i disturbi, senza sapere se sta mangiando cibi gluten free. In questo modo, si cerca di escludere l’effetto nocebo: l’atteggiamento di chi è così convinto che una sostanza sia dannosa, tanto da sentirsi male quando la assume. Secondo gli esperti, infatti, il condizionamento mentale è molto più frequente di quel che si pensi, mentre la sensibilità al glutine accertata (che costringe anch’essa a una dieta gluten free) colpisce solo lo 0,5-1,5% della popolazione.
Che cosa significa? Che la maggior parte delle persone che affermano di sentirsi meglio se non mangiano questa sostanza, in realtà sono vittime di una suggestione globale e purtroppo contagiosa, che ancora una volta, come spesso accade per le tendenze alimentari, parte dalle celebrities.
Ma i prodotti aglutinati non solo non aiutano a dimagrire, ma addirittura fanno salire il bilancio energetico: per dare sapore agli alimenti, infatti, il glutine viene sostituito con sostanze più caloriche, come amidi, carboidrati e oli vegetali (i più usati sono quelli di cocco, colza e palma). Allo stesso modo, non c’è motivo di credere che eliminare questo ingrediente dalla tavola migliori l’aspetto della pelle o garantisca maggiore efficienza sul lavoro.
Detto questo, è chiaro che provare un pasto a base di cibi privi di glutine, giusto per vedere l’effetto che fa, non comporta alcun rischio. Quello che va evitato, invece, è la diagnosi fai da te, magari seguita da una dieta gluten free auto prescritta.
Così facendo, ci si mette in una situazione di instabilità clinica. Se davvero c’è una sensibilità al glutine, o magari una celiachia, il medico non potrà diagnosticarlo, poiché il regime aglutinato, nel frattempo, avrà migliorato i disturbi e riportato i valori ematici nella norma.
Altri rischi da tenere presente? Considerati i costi degli alimenti sostitutivi, a rimetterci potrebbe essere il portafoglio.
Sono salati. Basti pensare che un chilo di pasta può superare gli 8 euro, fino a 16 se si scelgono le lasagne. Per una confezione da sei merendine bisogna sborsare più di 4 euro, mentre per un chilo di frollini ne servono almeno 9. Il pane? Può arrivare a costare anche 12 euro al chilo.
La buona notizia è che i prodotti privi di glutine sono considerati dei dietoterapeutici e, come tali, pagati dal Servizio Sanitario Nazionale. Ma attenzione: solo ai malati di celiachia, non a chi soffre di sensibilità al glutine.

lunedì 29 aprile 2013

L'eccezionale Kamut

L'eccezionale Kamut

Pubblicato da I love Foods a 14:05

Ricco di preziosi nutrienti per la salute dell'organismo, il kamut contrasta (anche) il rischio cardiovascolare. La scoperta è tutta italiana, merito di uno studio dell'Università di Firenze.

Consumare regolarmente prodotti a base di kamut è una buona abitudine salutare. Secondo le ultime ricerche questo prezioso cereale (il cui nome originario è khorasan) può contrastare i fattori di rischio cardiovascolare. È sufficiente un mese di assunzione abituale di kamut per vedere ridotto il rischio di ammalarsi di patologie a carico del sistema cardiaco. L'azione del cereale è quella di combattere i processi di ossidazione e infiammazione dei tessuti dell'organismo. A tale conclusione è giunto un recente studio condotto presso il centro interdipartimentale di ricerca sul cibo e la nutrizione presso l’Università di Firenze.
Coltivato nell'antico Egitto sin dal III millennio a.C., il grano khorasan o kamut vanta innumerevoli effetti benefici sulla salute. Lo studio dell'Università di Firenze, condotto da ricercatori italiani, ha analizzato gli effetti dei prodotti a base di kamut sul rischio cardiovascolare. 
Alla ricerca hanno partecipato 222 soggetti sani ai quali sono stati somministrati casualmente prodotti a base di kamut oppure di farina integrale per un periodo di 8 settimane.
Dopo aver cambiato le abitudini alimentari dei partecipanti allo studio, i ricercatori hanno potuto osservare che il consumo di kamut determinava un miglioramento di alcuni fattori di rischio cardiovascolare, quali:
- Riduzione del livello di colesterolo totale (riduzione media: -8.46 mg/dl; -4%),
- Diminuzione delle lipoproteine a bassa densità (-9.82 mg/dl; -7.8%), cioè quelle che determinano la quantità di colesterolo cattivo  
- Abbassamento della glicemia. 
Anche lo stato ossidativo dell'organismo risultava migliorato nei partecipanti cibatisi di kamut rispetto a quelli destinati alle altre farine.

L'alimentazione a base di kamut determinava, infine, anche in un aumento dei livelli di magnesio e potassio e una riduzione dei livelli di citochine pro-infiammatorie circolanti, responsabili dello stato infiammatorio dell'organismo.
Finora del kamut si era appurata la sua alta digeribilità e il suo maggior contenuto proteico rispetto ai grani comuni, pari al 20-40% più.
Ricco di acidi grassi mono e polinsaturi, il kamut è un alimento prezioso che assicura molta energia all'organismo. È indicato infatti per la dieta degli sportivi (e non solo). 
Degno di nota è il contenuto di minerali, soprattutto di magnesio, zinco e selenio. Quest'ultimo è talmente elevato che 2 o 3 porzioni al giorno di un alimento a base di kamut possono fornire il 100% della razione giornaliera raccomandata di selenio, ovvero un oligoelemento necessario per il metabolismo cellulare.
La sua azione riduce la formazione di radicali liberi, responsabili dello stress ossidativo delle cellule.
Rispetto agli altri grani, il kamut contiene il 30% in più di vitamina E, potente antiossidante.
Poiché contiene glutine non può essere assunto dai celiaci.

15 frullati gustosissimi

15 frullati gustosissimi

Pubblicato da I love Foods a 09:44


Si avvicinano i mesi più ricchi dell'anno per quanto riguarda la disponibilità di frutta fresca e di stagione, che può essere utilizzata non solo per la preparazione di fresche e variegate macedonie, ma anche per realizzare in casa dei frullati davvero gustosi e salutari, ricchi di vitamine e sostanze antiossidanti, da consumare a merenda o a colazione in sostituzione di bevande e prodotti confezionati di varia natura. Se avrete a disposizione della frutta biologica, non sprecherete nemmeno la buccia di mele, pere, pesche, albicocche, susine e quant'altro.

Preparare frullati potrà diventare una buona abitudine quotidiana, che richiederà davvero poco tempo e che vi permetterà di inventare magiche combinazioni gradite anche ai più piccoli!

1) Frullato alla banana

Unite una banana tagliata a tocchetti, un bicchiere di succo d'arancia appena spremuto, la polpa di un avocado ed un pizzico di zenzero in polvere nel frullatore ed azionatelo per pochi minuti fino ad ottenere la consistenza desiderata. A seconda dei vostri gusti, potrete aggiungere al frullato anche il succo di mezzo limone.

2) Frullato alle more e lamponi

Sarà ancora più buono se preparato dopo una piacevole passeggiata in montagna trascorsa a raccogliere questi piccoli e preziosi frutti di bosco ricchi di antiossidanti, che frullerete semplicemente unendo ad essi acqua quanto basta e, se lo desiderate, un cucchiaino di zucchero di canna integrale per dolcificare.

3) Frullato frutta e verdura

Anche le verdure a foglia verde ed ortaggi come le carote (precedentemente lessate e lasciate raffreddare) possono entrare a fare parte di un frullato ricco di vitamine. Unite a piacere e a seconda dei vostri gusti nel mixer: foglie di cavolo e di spinaci, carote, fettine di banana, yogurt greco o yogurt di soia e succo d'arancia quanto basta per ottenere la consistenza desiderata per questa bevanda.

4) Frullato all'avocado e basilico

Frullate la polpa di un avocado maturo e quattro foglie di basilico fresco insieme ad un bicchiere di latte di riso, un cucchiaio di succo di limone ed un cucchiaino di zucchero di canna integrale. Aggiungete un cubetto di ghiaccio se desiderate ottenere una bevanda rinfrescante.

5) Frullato alle fragole

E' il più classico dei frullati e sarà ancora più gustoso se potrete utilizzare fragole provenienti direttamente dal vostro giardino o arricchirlo con fragoline di bosco appena raccolte. Frullate le vostre fragole accompagnando il tutto con dell'acqua e dei cubetti di ghiaccio, da aggiungere fino ad ottenere la consistenza desiderata. Aggiungete del succo di limone e dolcificate a piacere.

6) Frullato agli spinaci

Il frullato agli spinaci rappresenta una maniera semplice per arricchire di verdure la propria dieta. Unite nel frullatore una manciata di foglie di spinaci freschi, una banana tagliata a fettine, quattro datteri denocciolati ed un bicchiere di latte vegetale. Datteri e banana dovrebbero conferire al frullato un buon sapore dolce, che vi permetterà di evitare l'aggiunta di zucchero.


7) Frullato al tè verde

Preparate questo insolito frullato utilizzando come ingredienti del tè verde lasciato raffreddare, una manciata di foglie di lattuga, una banana tagliata a fettine ed un dattero denocciolato. Otterrete così una bevanda gustosa ed arricchita dalle proprietà antiossidanti del tè verde.

8) Frullato al latte di soia

Si tratta di una bevanda proteica che otterrete frullando tra loro 150 gr di tofu tagliato a cubetti, due cucchiai di burro d'arachidi, una banana tagliata a fettine ed un bicchiere di latte di soia al naturale. Potrete inoltre aggiungere uno o due cubetti di ghiaccio.

9) Frullato ai mirtilli

Sarà ancora più delizioso se avrete l'opportunità di prepararlo utilizzando dei mirtilli appena raccolti. Frullate 200 gr di mirtilli con una banana a fettine ed alcuni cubetti di ghiaccio, aggiungendo acqua quanto basta fino ad ottenere la consistenza desiderata.

10) Frullato alle mandorle e cocco

Vi occorreranno: la polpa di una noce di cocco di media grandezza, 250 ml di latte di cocco o di latte di mandorle, una manciata di mandorle pelate lasciate in ammollo in acqua per una notte e quattro o cinque datteri denocciolate. Frullate il tutto versando poco alla volta il latte vegetale a seconda della densità che vorrete ottenere.

11) Frullato al cacao

Questo frullato potrà diventare la bevanda estiva più amata dai vostri bambini. Per ottenerla vi basterà unire nel frullatore 200 ml di latte di mandorle o di riso, una pesca o due susine tagliate a fettine e due cucchiai di cacao amaro in polvere. Dolcificate con zucchero di canna integrale o polvere di stevia naturale, ottenuta tritando finemente alcune foglie di stevia essiccate.

12) Frullato all'anguria

Frullate 400 gr. di polpa di anguria, una manciata di fragole ed un cucchiaio di succo di limone insieme ad un bicchiere d'acqua fresca. Alla bevanda potrete inoltre aggiungere abbondante ghiaccio tritato, per ottenere una granita tutta naturale.

13) Frullato al kiwi

Frullate due bicchieri di succo di mela (meglio se ottenuto fresco con una centrifuga) con due kiwi, un'albicocca e due pere tagliate a fettine. Aggiungete alcuni cubetti di ghiaccio e del succo di limone a piacere.

14) Frullato al pompelmo rosa

Vi occorreranno: un pompelmo rosa sbucciato e suddiviso in spicchi, un bicchiere di latte di riso, alcuni cubetti di ghiaccio ed un cucchiaio di malto di riso o di sciroppo di agave. Frullate il tutto e servite fresco.

15) Frullato al limone e zenzero

Vi occorreranno: due arance sbucciate e tagliate a spicchi, una banana, un bicchiere di yogurt vegetale, il succo di un limone, alcuni pezzetti di zenzero fresco o un cucchiaino di zenzero in polvere. Dolcificate con zucchero di canna, frullate e gustate.



Frullato di bellezza

Frullato di bellezza

Pubblicato da I love Foods a 03:21

Ottenere una carnagione splendida e luminosa significa non solo applicare una crema solare o l'ultimo siero antiossidante, ma prestare attenzione anche alla nostra dieta. Aggiungete frutta, verdura e altri alimenti nutrienti nel vostro frullatore per gustare un ottimo frullato che nutra la vostra pelle dall'interno!!

Ingredienti
¼ tazza di fragole fresche o congelate
½ tazza di mirtilli freschi o congelati
1 arancia sbucciata
1 banana matura
½ tazza di yogurt senza grassi
½ tazza di latte di soia
2 cucchiai di semi di chia
1 cucchiaino di nettare di agave

Indicazioni
Mettere tutti gli ingredienti nel frullatore e frullare fino a che il composto sia liscio. Sorseggiare e gustarsi quest’ottimo frullato.