martedì 19 marzo 2013

Grasso addominale: aumenta il rischio di diabete e infarto



Il grasso addominale è la sede che si associa al maggior rischio di incorrere in malattie cardiocircolatorie e neurodegenerative; in altre parole accresce la probabilità che un soggetto possa sviluppare angina, infarto, ipertensione arteriosa, diabete, ipercolesterolemia, aumento dell’acido urico e dei trigliceridi, in grado di ridurre significativamente la qualità e le aspettative di vita!
Quindi conoscere il solo peso corporeo non basta più, occorre sapere la propria composizione corporea e la localizzazione della massa grassa.
Fortunatamente non tutto il grasso corporeo è così pericoloso; ad esempio il grasso tipicamente femminile, con localizzazione a livello di fianchi e cosce, non rappresenta un serio pericolo per la salute; al contrario il grasso che si localizza in sede addominale, tipicamente maschile, la cosiddetta “pancia”, è un vero e proprio fattore di rischio, in quanto la sua presenza è correlata con un aumento della mortalità. Quando si parla di pancia non si intende il grasso superficiale sottocutaneo, che in quella sede si può sempre depositare ed è facilmente sollevabile in pliche di piccolo o grande spessore, ma si intende quello localizzato in sede profonda, viscerale, che costituisce il tipico addome globoso e teso, che spesso è in grado di compromettere la stessa funzione respiratoria.
Tipicamente l’uomo presenta entrambi i tipi di accumulo (sottocutaneo e viscerale), nelle donne, invece, dopo la menopausa si assiste ad un cambiamento nella sede di accumulo assumendo un aspetto più androgeno, passando ad un rischio cardiovascolare pressoché identico a quello degli uomini.
Per sapere sei il grasso che “indossiamo” è pericoloso per la nostra salute, occorre vedere dov’è localizzato, e nessuno strumento si è rilevato più sensibile del classico centimetro da sarta. È stato dimostrato che la misura della circonferenza addominale è una spia fedelissima della quantità di grasso addominale e sono state individuate le misure oltre le quali si entra nell’area di rischio, che sono: 80 cm nel sesso femminile e 94 cm in quello maschile. Certamente una condizione di sovrappeso o, peggio, di obesità moltiplica questo rischio!
Ma quali sono i fattori che favoriscono l’accumulo di grasso in sede addominale? Ci sono fattori che non si possono modificare come il sesso, l’età, la familiarità. Vi sono poi dei fattori modificabili dal soggetto stesso, che sono quelli su cui si dovrà intervenire per prevenire o debellare il problema: la corretta alimentazione, non solo come quantità ma anche come qualità e una regolare attività fisica. Infine è stato dimostrato che il consumo di vino e superalcolici si associa ad un sensibile aumento del grasso addominale, come anche lo stress.
Ma come si misura la circonferenza addominale?? La misura va effettuata nel punto a metà strada tra il margine inferiore delle coste e il margine superiore della cresta iliaca. Va quindi sfatato il mito che la misura si effettua all’altezza dell’ombelico!
Dunque, mano al centimetro e occhio ai buchi della cinta, se si vogliono verificare nel modo migliore i progressi compiuti settimana dopo settimana. È stato calcolato che per ogni centimetro di circonferenza addominale che si perde, il rischio cardiovascolare si abbatte del 5%; ciò vuol dire che la perdita di soli 10 cm, riduce il rischio del 50%.


giovedì 14 marzo 2013

I rischi della dieta iperproteica


Una dieta iperproteica, sbilanciata verso il consumo eccessivo delle proteine, può arrecare danni all'organismo? Secondo i nutrizionisti la risposta è sì, soprattutto se fa parte delle abitudini alimentari di lunga durata, che prevedono l'eliminazione totale dei carboidrati.
Il motivo dipende dal fatto che, per adempiere al suo corretto funzionamento, l’organismo ha bisogno di un’alimentazione equilibrata che prevede la ripartizione di carboidrati, proteine e lipidi.
Non si possono eliminare del tutto i carboidrati, perché, insieme all’ossigeno e trasformandosi in glucidi, costituiscono l’energia vitale necessaria a tenere in vita l'organismo.
Comunemente si pensa che eliminando completamente dalla dieta i grassi e i carboidrati si perderà il tessuto adiposo. Certo, questo è vero. Però se si assumono solo le proteine, l’organismo dovrà necessariamente utilizzare le riserve di glucosio contenute nel fegato e nei muscoli.
In altri termini, l'esclusiva assunzione di proteine non assicura un vero nutrimento poiché l’organismo, "bisognoso" di glucosio per motivi funzionali, andrà a demolire le fonti energetiche di glicogeno e lipidi contenute nei tessuti muscolari e nel fegato.
Il primo danno consiste quindi proprio nell’utilizzo di questa riserva energetica che è predisposta costituzionalmente a non essere intaccata. Una volta che è stata usata, deve essere intergrata perché è proprio l’organismo che lo richiede.
Per questo motivo è impossibile resistere ad osservare a lungo una dieta iperproteica priva di carboidrati. Appena si riprenderà a mangiare zuccheri e carboidrati, si recupereranno i chili presi!! E' il metabolismo stesso ad essere alterato. Smettendo di assumere carboidrati è come se  venisse inviato al cervello un messaggio di dover integrare le riserve energetiche, non appena queste riprenderanno a essere riempite. Il  risultato? L’accumulo e la ripresa di chili in eccesso.
Ecco spiegato il motivo per cui seguendo un regime iperproteico, inizialmente il corpo riesce a funzionare utilizzando le riserve energetiche, ma poi necessiterà di integrazione. 

Altri rischi
Un eccessivo introito di proteine procura danni renali perché produce la  formazione di acido urico che, depositandosi nei reni, comporta un maggior rischio di calcoli renali.
Persino il metabolismo del calcio viene alterato: ciò implica un malassorbimento osseo che può favorire l’osteoporosi.
Un altro inconveniente è costituito dall’ipotrofia muscolare, cioè il ridimensionamento dei muscoli.
Si possono verificare inoltre stati di astenia marcata e alterazione dei ritmi di sonno-veglia, per cui sarà più facile incorrere in problemi di insonnia.
L’eccesso di proteine determina inoltre la formazione di corpi chetonici, ovvero sostanze tossiche che si generano in seguito all’utilizzo di altre fonti energetiche da parte dell’organismo. Ciò induce stati di malessere e un’intossicazione generale.
In conclusione, i rischi di una dieta iperproteica sono abbastanza consistenti per poter asserire di seguire un regime dietetico equilibrato.

Biscotti integrali

Biscotti integrali

Pubblicato da I love Foods a 03:31

Questi favolosi biscotti sono ricchi in fibre, facili da preparare ma soprattutto buonissimi!
La fibra contribuisce al benessere dell'intestino e di tutto il nostro organismo: aumenta la flora batterica favorendo l'equilibrio e previene alcune malattie grazie alle sue proprietà igroscopiche: trattiene l'acqua e assorbe le sostanze tossiche che si accumulano soprattutto nel colon.
Inoltre è un valido aiuto nel trattamento dell'obesità perché aumenta il senso di sazietà, ha un'azione anti-colesterolo e rallenta l'assorbimento di zuccheri e grassi.

Ingredienti
200 gr di farina integrale
50 gr di farina tipo 0
un pizzico di sale marino integrale
mezzo cucchiaino di bicarbonato
80 gr di  latte di riso
90 gr di olio extra vergine di oliva
150 gr di malto di riso
un pezzetto di vaniglia in bacca
50 gr di zucchero di canna

Procedimento
Mescolare da una parte le farine, il sale e il bicarbonato. Dall'altra il latte, l'olio, il malto, lo zucchero e i semini della vaniglia.
Unire il composto liquido alle farine e mescolare energicamente.
Distribuire il composto ottenuto su una teglia ricoperta di carta da forno versando per biscotto circa due cucchiai di impasto. Distanziare bene i biscotti perché si allargano durante la cottura. Cuocere in forno preriscaldato a 180° per 20 minuti circa o fino a quando avranno un bel colore dorato. Si possono girare a metà per non farli scurire troppo.

Meno sale più salute!

Meno sale più salute!

Pubblicato da I love Foods a 03:01

È cominciata la settimana mondiale per la riduzione del consumo di sale, organizzata dal World Action on Salt and Health (WASH) che si tiene ogni anno dall’11 al 17 marzo a cui partecipano anche i pediatri italiani, che hanno stilato dieci regole "scaccia-sale" per aiutare i genitori ai fornelli. In Italia l'iniziativa è organizzata dalla Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU), in collaborazione con il Gruppo di lavoro Intersocietario per la Riduzione del Consumo di Sodio in Italia (GIRCSI). 
Un'alimentazione poco salata fin da piccoli è fondamentale per evitare problemi come l'ipertensione, ma nei nostri piatti, compresi quelli dei bambini, c'è troppo sale!
Secondo un'indagine condotta nel Regno Unito, quasi 3 bambini su 4 assumono ogni giorno una quantità di sale superiore a quella massima raccomandata (400 mg al giorno fino ai 12 mesi).
Anche in Italia il consumo medio di sale pro capite è di 10 grammi al giorno, e il 90% della popolazione (inclusi bambini e adolescenti) eccede il limite massimo definito dall'Organizzazione Mondiale della Sanità di 5 grammi al giorno. Eppure, per piccoli e grandi, è sufficiente la quantità di sale naturalmente contenuta negli alimenti, senza alcuna aggiunta.
Consumare fino a 5 grammi (un cucchiaino da caffè) in meno di sale al giorno riduce del 23% il pericolo di avere un ictus e del 17% il pericolo di avere una malattia del cuore. 
Ecco alcuni consigli pratici:  
1. Insaporisci i cibi con erbe aromatiche fresche, spezie o usando limone e aceto
2. Controlla sempre le etichette, anche delle acque minerali
3. Quando sono disponibili, scegli prodotti a basso contenuto di sale (ad esempio pane ed altri derivati dei cereali senza aggiunta di sale)
4. Limita l’uso di condimenti contenenti sodio (dado da brodo, ketchup, salsa di soia, senape)
5. Non aggiungere sale nelle pappe dei tuoi bambini almeno per tutto il primo anno di vita ed abituali ad apprezzare cibi poco salati
6. Latte e yogurt sono una buona fonte di calcio con pochissimo sale
7. Preferisci i formaggi freschi a quelli stagionati
8. Durante gli spuntini, frutta o spremute sono un’ottima alternativa agli snack salati
9. Nell'attività sportiva leggera reintegra con la semplice acqua i liquidi perduti attraverso la sudorazione
10. Se proprio trovate il menù insipido: solo un pizzico di sale, ma iodato


Frullato immunitario arancia & lamponi


Rafforzate il vostro sistema immunitario con la vitamina C e gli antiossidanti presenti in questo sano e semplice spuntino.
 
Ingredienti
1 tazza di latte di soia senza grassi o a basso contenuto di grassi
1 tazza di lamponi surgelati
1 banana media matura
1/2 tazza di succo d'arancia con un cubetto di ghiaccio

Indicazioni
Frullare tutti gli ingredienti finché il composto non diventa liscio.


Informazioni nutrizionali
Calorie 253
Grassi 0,2 grammi
Fibre 5,3 grammi
Carboidrati 28 grammi
Proteine 4,8 grammi
Sodio 15 milligrammi
Potassio 584 milligrammi