Ad oggi in Italia e in Europa non esiste una normativa specifica sul gelato ma, per garantire al consumatore prodotti sicuri, nel 1993 l’Istituto del Gelato Italiano ha sviluppato il Codice di Autodisciplina della produzione del gelato industriale che regolamenta le principali tipologie di gelato e le corrette norme igieniche che devono essere rispettate durante la produzione di questi prodotti.

I produttori possono utilizzare  le denominazioni delle tipologie di gelato solo ed esclusivamente se  sono rispettate le relative caratteristiche compositive.

  •  Il gelato al latte per essere tale deve contenere almeno il 6% di proteine lattiere e almeno il 2,5% di grassi del latte. Non possono essere aggiunti proteine e grassi che non derivino dal latte, a meno che non provengano da ingredienti caratterizzanti (come il burro di cacao del cioccolato).

  •  Il gelato alla crema di latte (o gelato alla panna) deve contenere panna, almeno il 2,5% di proteine del latte e almeno l’8% di grassi del latte. Anche in questo caso è esclusa la presenza di grassi e proteine che non derivino dal latte, a meno che non siano contenuti in ingredienti caratterizzanti (come il burro di cacao del cioccolato).

  •  Il gelato alla frutta deve contenere almeno il 15% di succo o polpa di frutta. Fanno eccezione gli agrumi e la frutta esotica, per le quali il codice autorizza a scendere al 10%, e la frutta secca con il guscio (mandorle, nocciole, pistacchio, pinoli), per cui si può arrivare al 5%.

  • I sorbetti di frutta devono contenere almeno il 25% di frutta (15% per agrumi e frutta esotica e 7% per la frutta secca a guscio) e non devono contenere grassi aggiunti.

  • La granita alla frutta deve contenere almeno il 10% di frutta (ridotta al 5% per gli agrumi, la frutta esotica e la frutta a guscio)

  • Se un gelato è definito allo yogurt ne deve contenere almeno il 40%. Se la dicitura è con yogurt”, più del 20%. Il Codice impone che sia fresco e che quindi contenga fermenti lattici vivi.

  •  Il gelato all’uovo e il gelato allo zabaione devono contenere rispettivamente almeno il 5% e almeno il 2,5% di tuorlo d’uovo.

I produttori di gelato industriale che sottoscrivono il Codice di autodisciplina IGI adottano, inoltre, procedure di autocontrollo in tutte le fasi di fabbricazione e confezionamento, finalizzate a garantire la conformità e la sicurezza del prodotto finale.
Caratteristica del gelato confezionato è l’assenza di conservanti mentre possono essere presenti additivi (principalmente con lo scopo di addensare, emulsionare e stabilizzare il prodotto), coloranti e aromi (per dar maggiore sapidità) che risultano comunque sicuri per la nostra salute.
Additivi più usati: lecitine, alginati, carragenina, farina di semi di carrube, gomma di guar, mono e di-gliceridi degli acidi grassi alimentari, sostanze di origine naturale o comunque ritrovabili anche in natura.
Coloranti più usati: curcumina, la riboflavina (anche conosciuta come vitamina B2), i caroteni, l’estratto di paprika, il rosso di barbabietola, gli antociani, il caramello.

Ci sono alcuni fattori che dobbiamo tener presente quando acquistiamo un gelato:
- In un gelato alla crema i primi 3 ingredienti dovrebbero essere latte, panna e uova
- In un gelato alla frutta la frutta deve avere una posizione iniziale e non defilata.


Nei gelati di scarsa qualità i primi ingredienti sono in genere acqua e zucchero, accompagnati da una serie interminabili di “E” (additivi).