Visualizzazione post con etichetta salute. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta salute. Mostra tutti i post

mercoledì 22 aprile 2015

Come si sceglie la marmellata?


La marmellata è un ottimo alimento che può essere inserito quotidianamente nella nostra alimentazione a patto che si scelga un prodotto di qualità, ricco di frutta e povero di zuccheri aggiunti (la frutta è infatti già naturalmente dolce).
Ma come scegliere un buon prodotto nella moltitudine di marmellate che possiamo trovare al supermercato?

Intanto vediamo di cosa stiamo parlando..
Per marmellata si intende il prodotto ottenuto dalla mescolanza di acqua, zuccheri e polpa e/o purea e/o succo e/o estratti acquosi e/o di scorze di agrumi (arancia, limone, mandarino, pompelmo, cedro e bergamotto), solo agrumi, in quantità non inferiore al 20%.

Mentre i prodotti a base di tutti gli altri tipi di frutta che non siano agrumi, a seconda del tipo di lavorazione e della percentuale di frutta utilizzata su 100 grammi di prodotto finito, si distinguono in:
- confettura: mescolanza gelificata di zuccheri e di polpa e/o purea di una sola specie oppure di due o più specie di frutta, nella misura non inferiore al 35%;
- confettura extra: mescolanza gelificata di zuccheri e di polpa di frutta, con una percentuale non inferiore al 45%;
- gelatina: mescolanza gelificata di zuccheri e di succo e/o estratti acquosi di frutta, in quantità non inferiore al 35%;
- gelatina extra: mescolanza gelificata di zuccheri e di succo e/o estratti acquosi di frutta, in quantità non inferiore al 45%.

La cosa importante che dobbiamo fare per scegliere la nostra marmellata è prestare attenzione all’etichetta, per decifrare eventuali messaggi ingannevoli, quale la dicitura “senza zucchero” che nel pratico significa che non contiene saccarosio (il comune zucchero da tavola) ma che non esclude l’aggiunta di glucosio, fruttosio, succo d’uva o peggio aspartame che rende la marmellata molto più dolce e meno calorica, ma che, come praticamente tutti gli zuccheri artificiali, può causare problemi alla nostra salute (ne avevo parlato in questo articolo).

Nell’etichetta una cosa importante è leggere la lista degli ingredienti:
-        Più corta è, meglio è
-        Il primo ingrediente DEVE essere la frutta, assicurandoci così di non acquistare zucchero con l’aggiunta di frutta, ma il contrario. Se al primo posto c'è lo zucchero o peggio ancora l'acqua, non compratela!
-        La frutta deve essere ALMENO al 70%, se la percentuale è maggiore meglio ancora, questo ci garantirà un prodotto con poco zucchero aggiunto.
Se non dovesse esserci lo zucchero ancora meglio! 
-        Non sono necessari conservanti particolari se non, al limite, il succo di limone (lo possiamo trovare con la dicitura di acido ascorbico o E300)
-        Può essere presente la pectina o l’agar-agar, entrambi agiscono come addensante per rendere meno liquida la vostra marmellata/confettura

Oltre ad affidarci a prodotti industriali, può essere importante recarsi dai piccoli produttori locali, questo innanzitutto garantisce l’acquisto di prodotti di stagione e quindi di qualità maggiore (più ricchi di vitamine e minerali) e inoltre ci permette di sostenere il nostro territorio. Recarsi poi direttamente dal produttore ci permette di fargli delle domande dirette, come la quantità di frutta usata e soprattutto di zucchero, come è stata lavorata la frutta e via dicendo.

Quando ho vissuto a Verona ho avuto la fortuna di conoscere per caso Corte all’Olmo, l’agriturismo biologico dove ho tenuto la prima edizione del corso di Sopravvivenza Alimentare.
Beh, Corte all’Olmo è stato il mio “spacciatore” di fiducia di marmellata in quegli anni e, ora che sta aprendo lo shop on-line, credo proprio che ne approfitterò perché qui a Vigevano non ho ancora trovato un produttore a filiera corta che mi soddisfi!

Per farvi un esempio vi riporto gli ingredienti di tutte le confetture di Corte all’Olmo:
Frutta (70%), zucchero di canna e pectina


Nel pratico, poi, com’è meglio inserire la marmellata?
Essendo ricca di zuccheri è preferibile che sia presente a colazione, all’interno di un pasto completo, dove sono necessari carboidrati complessi (es. 2 fette di pane integrale da 50-60g), proteine (es. una tazza di latte parzialmente scremato da 200-250ml) e grassi buoni (es. 2 noci o 10g di cioccolato fondente almeno al 70% di cacao). Di marmellata è sufficiente un velo per ogni fetta di pane!

mercoledì 1 aprile 2015

Spirulina: l’alga ad alto valore nutritivo


La spirulina è una microalga verde-azzurra a forma di spirale, nota nel mondo grazie alle sue proprietà nutrizionali e terapeutiche apprezzate negli ambiti più svariati.
È considerata un alimento completo perché contiene tutti gli elementi nutritivi di cui necessita l’organismo: aminoacidi essenziali, acidi grassi essenziali, vitamine e minerali, che apportano energia, tono e vitalità (1).
Rappresenta un'importante fonte di proteine vegetali: ha un contenuto proteico formidabile, superando di gran lunga le uova, il latte in polvere, la carne, il pesce e la soia.  Le proteine della spirulina sono ad alto valore biologico e contiene tutti e 8 gli aminoacidi essenziali.

Ma non solo..!!
  • Contiene acidi grassi essenziali come l’acido γ-linolenico della serie Omega-6
  • Possiede elevate quantità di viamina B1, B2 e B3
  • Contiene elevate quantità di ferro, facilmente assimilabile dall’organismo, calcio e magnesio. È un’alga povera di iodio e sodio, non arrecando in tal modo disturbi a chi segue una dieta iposodica.
  • Fornisce inoltre moltissimi oligoelementi tra i quali manganese, cromo, rame, zinco e selenio.
  • Si dice spesso che la spirulina contiene vitamina B12, ma non è vero. Contiene, invece, una pseudovitamina B12, non attiva nel nostro organismo (2,3).



Grazie ai suoi contenuti e alla sua modalità d’azione, la spirulina è un integratore alimentare di primaria importanza, adatto a tutti. Energetica, ma non ingrassante, è ideale per atleti, sportivi e per chi conduce una vita intensamente dinamica.

La dose giornaliera di spirulina è pari a 5 grammi!

Numerose sono le proprietà di questa super microalga:
Energizzante e tonificante, grazie alla presenza di vitamine e proteine (4,5);
Riduce il colesterolo cattivo (LDL), mentre aumenta il colesterolo buono (HDL), proteggendoci in questo modo dalle malattie cardiache (6,7);
Antinfiammatoria (8);
Rinforza le difese immunitarie;
Disintossicante e antiossidante, grazie all’azione dei pigmenti vegetali, vitamina E e betacarotene (9)

Gli effetti benefici della spirulina riguardano anche il settore estetico. L’alga è particolarmente consigliata per trattamenti viso idratanti, per pelli sensibili, trattamenti antietà, illuminanti, tonificanti e rassodanti corpo. L’azione antiossidante, in grado di proteggere dall’attacco dei radicali liberi e dai danni che questi causano all'organismo, è dovuta all’azione delle vitamine ACE e al contenuto di minerali. La presenza della clorofilla, che ha una struttura porfirinica molto simile a quella dell'emoglobina, è infine utile nella cura dell’anemia (10).
La spirulina contiene una combinazione unica e bilanciata di sostanze che sono essenziali per una buona salute della pelle, proteine ricche di aminoacidi, carboidrati dall’elevato potere idratante, acidi grassi essenziali estremamente importanti per un corretto funzionamento cutaneo, carotenoidi e phycocyanine ad attività antiossidante. Grazie a questa sua ricchezza la possiamo considerare un vero e proprio nutrimento per pelli spente e devitalizzate, apporta idratazione ed aiuta la pelle a ritrovare un normale equilibrio idrico, nello stesso tempo, grazie ad una forte azione antiossidante ed elasticizzante, aiuta a rallentare l’invecchiamento (11)!

Ora che vi ho convinti, provala anche come ingrediente dei tuoi frullati! :)


lunedì 30 marzo 2015

Può la dieta farti ingrassare? La verità sui dolcificanti artificiali


Ci sono due principali motivi per cui i dolcificanti artificiali hanno avuto così tanto successo nella nostra dieta:

1. In primo luogo perché non contengono calorie (oppure molto poche)
2. In secondo luogo perchè sono comunemente raccomandati ai diabetici a causa dell’insana idea che non aumentino i livelli di zucchero nel sangue!

Intanto vediamo cosa sono i dolcificanti artificiali
Sono sostanze di sintesi, cioè che nascono in laboratorio. Questi dolcificanti sono caratterizzati da un elevato potere edulcorante (da 30 a 500 volte quello dello zucchero comune), dall'assenza di valore calorico (in pratica non hanno calorie) e da una dose giornaliera massima che varia a seconda dei dolcificanti e che si calcola in base al peso corporeo.
Dolcificanti artificiali sono: aspartame, acesulfame k, saccarina, ciclammati e sucralosio (il più recente). Negli Stati Uniti l'uso dei ciclammati è proibito, dopo che sono emersi studi sugli animali che ne mettono in dubbio la completa innocuità. In Europa, il loro uso è stato autorizzato, ma sono state riviste al ribasso le dosi massime consentite.


L’uso dei dolcificanti artificiali nella nostra alimentazione
Tutti noi amiamo i dolci e ovviamente non vogliamo vivere la nostra vita senza la loro dolce compagnia.
Ma come ben sappiamo lo zucchero apporta calorie e, se esageriamo con la sua assunzione, questo zucchero si convertirà inevitabilmente in grasso di deposito!
Per questo motivo sono state inventate varie sostanze chimiche artificiali per replicare gli effetti dello zucchero, stimolando in questo modo i recettori del gusto dolce posti sulla lingua, non apportando calorie extra.
Tuttavia, nonostante il maggior consumo di questi dolcificanti a basso contenuto calorico l'epidemia di obesità è solo peggiorata.

Qual è la verità sui dolcificanti artificiali?
Gli animali, compresi gli esseri umani, non cercano il cibo per soddisfare solo un fabbisogno energetico ma in quanto fonte di piacere.
Cerchiamo la cosiddetta "ricompensa" da cibo.
Gli alimenti zuccherati innescano a livello cerebrale il rilascio di sostanze chimiche e ormoni determinando la formazione della via del piacere da cibo, nota come “food reward pathway”(1, 2, 3, 4).
La gratificazione che genera il consumo di cibo è fondamentale per sentirsi soddisfatti dopo aver mangiato e non è un caso che questo circuito risulti simile ai circuiti che governano i comportamenti di dipendenza, compresa la dipendenza da farmaci (5, 6, 1). (Ne avevo parlato in un altro articolo qui).

Il problema risiede nel fatto che i dolcificanti artificiali forniscono il gusto dolce (attivando i recettori del gusto posti sulla lingua), ma la mancanza di calorie sembrerebbe che impedisca la completa attivazione della via della ricompensa da cibo causando un aumento dell'appetito e l’insorgenza della voglia di cibo zuccherato (7).
Il risultato? Il vostro corpo non ricevendo lo zucchero non è mai soddisfatto e quindi si assumono calorie extra per sentirci gratificati!
Un altro motivo che deve spingerci a opporci ai dolcificanti artificiali è che la loro dolcezza innaturale incoraggia la voglia di zucchero e la dipendenza da zucchero.
Questo è logico se si considera che le preferenze al sapore nell'uomo possono essere allenate con l'esposizione ripetuta (8).
Un esempio classico? Se riduciamo per diverse settimane il consumo di sale o di grassi, ciò porta a preferire minori livelli di questi nutrienti (9, 10). Anche per lo zucchero il processo è identico: più si mangiano cibi dolci, più li vogliamo!
A conferma di quanto detto, molti studi hanno paradossalmente scoperto che il consumo di bevande dolcificate artificialmente è legato a un aumento di peso, piuttosto che alla sua perdita (11).
In certi casi i risultati sono sconcertanti. Ad esempio, uno studio ha evidenziato che il consumo di bevande analcoliche light era legato a un aumento del 121% del rischio di diabete di tipo 2 (12).
Un altro studio ha sottolineato che queste bevande sono associate a un aumento del 34% del rischio di sindrome metabolica (13).

Come se non bastasse, un recente studio ha evidenziato che i dolcificanti hanno un impatto negativo sulla salute del nostro intestino uccidendo i batteri buoni (microbiota intestinale) e causando intolleranza al glucosio, una condizione di pre-diabete (14).

Cosa dobbiamo fare?
Ecco qualche piccolo consiglio da attuare:

1)      Innanzitutto moderazione. Impariamo a utilizzare con parsimonia lo zucchero perché come in tutte le cose non esiste l’alimento buono o cattivo, dipende tutto dalla quantità che ne consumiamo e dalla frequenza del consumo!
2)      Sostituiamo i dolcificanti artificiali con semplice zucchero (bianco o di canna integrale), stevia, sciroppo d’acero, miele, polialcoli (eritritolo, xilitolo, maltitolo..)
3)      Non solo calorie! Smettiamo di focalizzarci SOLO sull’apporto calorico di un prodotto, ma impariamo a capire da dove arrivano queste calorie: da grassi? Zuccheri semplici? Grassi saturi?
C’è una bella differenza dall’assumere 100 kcal di zuccheri semplici da 200 Kcal di proteine, non credi?

4)      Educhiamoci. Educare se stessi con le informazioni nutrizionali basate su prove, articoli scientifici e liberarsi delle leggende metropolitane che si trovano in rete. Non è troppo tardi, e il vostro corpo vi ringrazierà!

lunedì 23 marzo 2015

Come acquistare la colomba?

Se come me vi siete ridotti all’ultimo per acquistare la colomba pasquale, non preoccupatevi, siete ancora in tempo per un acquisto di qualità!

Il primo consiglio è quello di non farsi mai guidare agli acquisti alimentari dalla fretta e dall’ansia, potrebbe essere dannoso per la salute e per il portafogli!

Secondo la guida redatta dal Codacons, una colomba di qualità superiore dovrebbe contenere, nell’ordine: farina, zucchero, uova, burro, canditi.
In particolare le uova devono essere di categoria A (no all’albume in polvere!), il burro deve essere in quantità non inferiore al 16%, mentre i canditi non devono essere meno del 15% (tra 15 e 20%). Il latte è facoltativo. Se c’è, è preferibile che non sia scremato e va decisamente evitato quello in polvere. E i conservanti? Meglio che non ci siano! Se si usano materie prime di qualità non c’è bisogno di conservanti per arrivare alla data di scadenza.
La lievitazione è importante anche per valutare la sofficità. Verificate la crescita del dolce rispetto al pirottino (l’involucro di carta con bordo pieghettato usato come contenitore): la colomba non deve essere piatta. Nell’impasto i buchini prodotti dalla fermentazione non devono essere delle caverne. La crosta non deve essere troppo scura. Il colore dell’impasto deve essere dorato, la glassatura consistente. Per i canditi: più sono grandi e maggiore è la loro qualità. In bocca, poi, devono essere morbidi.

Ecco un esempio di colomba commerciale




Ingredienti: Farina di grano tenero tipo "0" – Zucchero – Scorze d’arancia candite 18% (Scorze di arancia, Sciroppo di glucosio-fruttosio, Zucchero) – Uova fresche – Burro – Latte intero fresco pastorizzato – Lievito naturale (contiene frumento) – Albume d’uova fresche – Mandorle 2% – Nocciole 1,3% – Emulsionanti: mono e digliceridi degli acidi grassi (di origine vegetale) – Armelline - Amido di riso – Fruttosio - Sale – Burro di cacao – Farina di riso –Aromi naturali. Può contenere tracce di soia.


Come si vede dall’etichetta, questo prodotto è troppo ricco di grassi saturi e zuccheri (in grassetto) che sono ben 4!
In particolare ogni 100g di colomba apporta 16g di grassi, di 9,5g saturi! Significa che più della metà di quei grassi sono grassi cattivi per la nostra salute.
9,5g corrispondono a 1 cucchiaio scarso di olio, per capirci!

Anche gli zuccheri sono tanti in questi prodotto, ben 4 nell’elenco, corrispondono a quasi la metà di tutti i carboidrati presenti!!

Se non volete acquistare una colomba tradizionale, potete optare per le tanti varianti che nutrizionalmente possono essere veramente di qualità rispetto alla classica.

La cosa importante è cosa DEVE e cosa NON DEVE essere presente nella vostra colomba:

Farina: meglio se non la semplice 00 perché poverissima di microelementi, a salire (per ricchezza di nutrienti), farina 0, farina 1, farina 2 o semi-integrale, farina integrale.
Oltre alla farina di frumento, anche quella di farro (meglio se integrale), di segale, di avena (meglio se integrale), sono ricche di fibre e microelementi

Lievito: al lievito di birra va sempre preferito il lievito madre, rende il prodotto più soffice, digeribile e nutrizionalmente migliore!

Uova: scegliete sempre e comunque uova biologiche (codice 0) o allevate all’aperto (codice 1). Scegliere il codice vi garantisce di acquistare uova di qualità prodotte da galline nutrite a dovere senza alcuna sofferenza!

Zucchero: rispetto al classico zucchero bianco è preferibile l’integrale di canna o dolcificanti alternativi (ma comunque di qualità) come la stevia, il miele o lo sciroppo d’acero.
Evitare l’acquisto se la colomba presenta fruttosio puro (dannoso per la nostra salute perché favorisce lo sviluppo del grasso addominale), sciroppo di glucosio-fruttosio (sicuramente costituito dal 50% di fruttosio) e sciroppo d’agave (il 90% è fruttosio)

Sale: al classico sale marino è preferibile il sale iodato che aiuta l’attività della tiroide, prevenendo lo sviluppo delle patologie.

Canditi: i canditi oltre ad essere ricchi di zucchero in quanto si tratta di frutta, sono anche ricoperti di zucchero. Sono quindi una vera e propria bomba di zuccheri!
Se possibile sostituirli con della frutta secca, naturalmente ricca di acidi grassi essenziali, gli Omega-3 e gli Omega-3, che proteggono il cuore dalle patologie cardiovascolari, ma anche il cervello, riducono l’infiammazione.. In più la frutta secca è un’importante fonte di vitamina E, un potentissimo antiossidante!

Burro: il burro è un grasso saturo, quindi se assunto in grandi quantità è chiaramente dannoso per il nostro organismo, soprattutto danneggia il cuore, favorendo lo sviluppo di ictus e infarto. La sua assunzione va quindi limitata.
Con cosa sostituirlo? Con degli oli spremuti a freddo come il classico olio extravergine d’oliva, oppure olio di mais, di riso, di soia..
Attenzione alla dicitura olio/grasso vegetale o direttamente la dicitura olio/grasso di palma. Si tratta di un grasso saturo che oltre ad essere molto dannoso per la nostra salute (se assunto in grandi quantità) è dannoso per l'ambiente! Nello specifico l’olio di palma causa la deforestazione di ettari ed ettari di foreste per la sua coltivazione. Distruggendo di conseguenza habitat di numerosi animali e causandone la stessa morte.
Peggio ancora se la vostra colomba presenta come ingrediente la margarina vegetale, ancora più dannosa del burro, in quanto si tratta di un grasso insaturo trans che ha un doppio effetto dannoso: riduce il colesterolo buono (HDL) e aumenta quello cattivo (LDL).

Un modo abbastanza sicuro può essere quello di affidarvi a panifici e pasticcerie che utilizzino ingredienti di qualità, pagherete un filino di più ma ne varrà la pena!

Detto questo, ricordatevi che non esistono alimenti buoni o alimenti cattivi, ma buone o cattive abitudini alimentari! Tutto dipende da quanto ne assumiamo di quello specifico alimento (quantità) e dalla frequenza con cui lo consumiamo!


Buona Pasqua a tutti J

lunedì 16 marzo 2015

Brioche semi-integrali con la pasta madre



Dopo tanto provare e riprovare, finalmente ho sfornato delle brioche quasi perfette (quasi perché penso che si possa sempre migliorare J) senza burro, senza uova, ma con olio extravergine d’oliva e pasta (o lievito) madre.
Devo ammettere che sono piaciute molto, anche perché mi sono divertita a farcirle con 4 tipi diversi di marmellate e con la crema di nocciole e cioccolato, creando una vera e proprio roulette russa ad ogni assaggio!

Ecco la ricetta delle mie brioche semi-integrali con la pasta madre che, per chi non la conoscesse è un tipo di lievito utilizzato in cucina per rendere i vostri piatti, più digeribili, molto più buoni, nutrienti e soffici!!

Ingredienti per 12 Brioche
150g pasta madre*
150g farina manitoba
75g farina di tipo 1
75g farina integrale
5 cucchiaini di sciroppo d’acero
½ cucchiaino di cannella in polvere
1 cucchiaino di scorza d’arancia non trattata grattugiata
3 cucchiai d’olio extravergine d’oliva
1 pizzico di sale
150ml acqua
Marmellata/confettura/nocciolata per farcire le brioche
Sciroppo d’acero/malto e acqua q.b. per spennellare le brioche

Indicazioni
Per prima cosa dovete avere la pasta madre* (possibilmente rinfrescata da poche ore), se non avete il lievito madre e volete autoprodurvelo, questa bellissima vignetta sarà di vostro aiuto!


Pronti tutti gli ingredienti è l’ora di mescolarli tutti insieme.
Io sono partita sciogliendo la pasta madre in una bacinella con l’acqua, aggiungendo successivamente i restanti ingredienti. Amalgamare bene il tutto con le mani e impastare, fino ad ottenere una palla liscia e omogenea (super profumata).

Coprire quindi l’impasto con un panno umido e lasciare lievitare per 4 ore, possibilmente in un ambiente tiepido.
Una volta che l’impasto sarà raddoppiato stendere la pasta formando un disco il più ampio e sottile possibile. Potete aggiungere della farina sul vostro piano da lavoro per evitare che l’impasto si attacchi.
A questo punto suddividete il cerchio in 12 spicchi.
Il mio consiglio è quello di prendere ogni singolo spicchio e stenderlo ulteriormente il più possibile (in lungo e in largo). Otterrete delle brioche più fragranti!


Una volta scelto con cosa guarnire le brioche, prendetene un cucchiaino e poggiatelo alla base dei vostri triangoli. Arrotolate le brioche verso l’apice e aggiustate la forma affinché ricordino i classici cornetti.
Preparare una o due teglie da forno con della carta apposita e adagiate le vostre brioche.
Fatele quindi riposare tutta la notte in un ambiente tiepido.

La mattina seguente troverete le vostre brioche quantomeno raddoppiate!
Accendete il forno a 180°C e, una volta raggiunta la temperatura, infornate per 15-20 minuti. Devono avere un aspetto d’orato, tendente al marroncino.
Nel frattempo, in un bicchierino, mescolate un cucchiaio di malto oppure sciroppo d’acero e un cucchiaino di acqua.
Una volta sfornate le vostre brioche spennellatele con il preparato appena descritto.


Et voilà, le vostre brioche sono pronte per essere divorate!


Valori nutrizionali per brioche:
146 Kcal
4g Proteine
3g Grassi
1,5g Fibre
26g Carboidrati


martedì 3 marzo 2015

La Curcuma: molto di più di una spezia!

Hai presente il curry, quel mix di spezie indiano utilizzato in numerose ricette?
Beh, la curcuma è quella spezia che conferisce al curry la sua tipica colorazione giallo-ocra, utilizzata da millenni come rimedio naturale nella medicina ayurvedica, come cosmetico, colorante e molto altro!

Oggi scopriremo le sue proprietà, gli usi e le controindicazioni
La curcuma è una pianta erbacea perenne, conosciuta anche come zafferano delle Indie.
Il nome scientifico della varietà di curcuma più utilizzata è Curcuma longa e appartiene alla famiglia delle Zingiberaceae, come lo zenzero.
La curcuma, che noi conosciamo come spezia, viene ricavata dalla radice tuberosa (rizoma) di questa pianta, il cui principio attivo è la curcumina, che viene estratta utilizzando un solvente.
Oltre ad essere utilizzata come ingrediente del curry, curcuma è inoltre usata come colorante alimentare atossico, lo si trova facilmente in etichetta con la denominazione E 100, ed è usato per impartire alle preparazioni un colore giallo simile a quello dello zafferano.

Tantissimi sono gli effetti benefici correlati con il consumo abituale di questa spezia, confermati da numerosi studi clinici avviati sugli esseri dal 2008, in cui si è studiato l’effetto della curcumina su varie malattie tra cui il mieloma multiplo, il cancro del pancreas, sindromi mielodisplastiche, il tumore del colon, psoriasi e la malattia di Alzheimer.

Ma quali sono le proprietà della curcuma?
  • Ruolo AntinfiammatorioLa curcumina agisce come spazzino dei radicali liberi (molecole che, se presenti in eccesso, causano una serie di reazioni a catena con effetto negativo sul nostro organismo) e da antiossidante, inibendo la perossidazione lipidica (reazione dovuta appunto ai radicali liberi). Inoltre, la curcumina ripulisce il cervello dal β-amiloide, che è il maggior costituente delle placche amiloidi o senili, caratterizzanti la malattia di Alzheimer (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16988474)
  •  DiabeteDiversi studi hanno evidenziato che il consumo di curcuma potrebbe essere utile nel trattamento del diabete di tipo 2, in quanto sembrerebbe avere un potente effetto ipoglicemizzante.
  •  Fegato & PancreasLa curcuma presenta un’azione digestiva e di sostegno epatico, agendo come disintossicante naturale del fegato.
  •  Protegge il CuoreIl consumo regolare di curcuma aiuta a ridurre il colesterolo cattivo e la pressione arteriosa. Aumenta la circolazione sanguigna prevenendo così la coagulazione del sangue e allontanando così la possibilità di infarto.
  • Effetto AntitumoraleI potenziali effetti antitumorali della curcumina deriverebbero dalla sua capacità di indurre il suicidio (apoptosi) delle cellule tumorali senza causare effetti citotossici sulle cellule sane, blocco della trasformazione delle cellule da normali a tumorali, inibizione dell’invasività e delle metastasi e la soppressione dell’infiammazione.
  • DoloreLa curcumina è un potente antiinfiammatorio, quindi è utile anche in caso di artrite e dolori osteoarticolari se applicata topicamente.
  • DepressioneNumerosi studi dimostrano che la curcumina ha un effetto positivo sulla neurogenesi nell’ippocampo con riduzione di stress, depressione e ansia, in quanto agisce come un vero e proprio antidepressivo, facilitando il superamento di stati nevrotici. Inoltre, la curcumina sembra migliori le funzioni dei neurotrasmettitori serotonina e dopamina che sono gli ormoni del buonumore! (http://link.springer.com/article/10.1007/s00213-008-1300-y)

Come s’inserisce la curcuma nella nostra alimentazione quotidiana?
In modo semplice e graduale, senza aggiungerne quantità spropositate perché andrebbe a modificare troppo il gusto dei vostri piatti.
Sono sufficienti 2-3 cucchiaini al giorno di curcuma in polvere che possiamo aggiungere a un sugo, all’impanatura oppure alla pasta della pizza o della pasta fresca.. insomma, ovunque!
Se invece avete a disposizione la radice fresca potete grattugiarla oppure tagliarla in fettine sottili da aggiungere al soffritto del vostro sugo!

Il problema della curcumina è che presenta una ridotta biodisponibilità, questo significa che il nostro corpo fatica ad assorbirla.
Per aumentare la biodisponibilità della curcumina due sono i consigli:
- Associazione con piperina (il principio attivo del pepe nero). Aumenta la biodisponibilità della curcumina del 150%
- Presenza di grassi, ad esempio l’olio extravergine d’oliva.

Presenta effetti collaterali?
Assolutamente no! La FDA (Agenzia per gli Alimenti e i Medicinali) ha classificato la curcuma come sostanza sicura.
In gravidanza, allattamento o in presenza di condizioni patologiche è comunque consigliabile il parere di un medico.

Posso acquistare un integratore di curcuma/curcumina?
Certamente, ma l’integratore per funzionare deve contenere almeno il 95% di curcuminoidi e l’estratto deve essere standardizzato.
Se invece state pensando di coltivare voi stessi la curcuma, ecco un’interessantissimo articolo a riguardo Come coltivare la curcuma!