Visualizzazione post con etichetta Cervello. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Cervello. Mostra tutti i post

mercoledì 10 dicembre 2014

Le 10 abitudini più dannose per il nostro cervello

1. Non fare colazione

Le persone che non consumano la prima colazione tendono ad avere un livello di zuccheri nel sangue (glicemia) più basso. Questo porta ad un insufficiente apporto di sostanze nutritive al cervello che causa degenerazione cerebrale.

La colazione costituisce una parte importante della dieta quotidiana. Fornisce al nostro corpo l'energia sufficiente per permetterci di superare la giornata.
Se si salta la colazione e non si mangia per molte ore, il nostro corpo sarà a corto di glucosio, una delle principali fonti di energia per il nostro cervello. Per compensare a questo, il fegato inizierà a rilasciare glucosio, sia dal glicogeno depositato sia producendo nuovo glucosio da molecole proteiche. Ciò si traduce in un aumento dei livelli di zucchero nel sangue, nonostante siamo a digiuno. Se questo diventa un'abitudine il corpo sarà a corto di nutrienti e, a lungo termine, può causare degenerazione cerebrale.

2. Sovralimentazione

Provoca indurimento delle arterie cerebrali, portando ad una diminuzione della potenza mentale.

3. Il fumo

Provoca restringimento cerebrale e può portare alla malattia di Alzheimer.

Diversi studi hanno dimostrato che il fumo diminuisce le capacità cognitive del cervello. Danneggia la memoria, la capacità di apprendimento e di ragionamento e può anche causare lo sviluppo di demenza o del morbo di Alzheimer.

4. Consumo di grandi quantità di zuccheri semplici

Troppo zucchero riduce l'assorbimento di nutrienti causando malnutrizione e può interferire con lo sviluppo cerebrale.

La ricerca indica che il consumo elevato di zucchero (in particolare l'aggiunta di zucchero) riduce la produzione di una sostanza chimica cerebrale chiamata BDNF (fattore neurotrofico derivato dal cervello). Senza BDNF, il nostro cervello non può né formare nuovi ricordi né imparare (o ricordare) granché. Quindi è importante mantenere sotto controllo l’assunzione di zucchero.

5. Inquinamento

Il cervello è il più grande consumatore di ossigeno. L'inalazione di aria inquinata diminuisce l'apporto di ossigeno al cervello, determinando una diminuzione dell’ efficienza cerebrale.

6. Privazione del sonno

Il sonno permette al nostro cervello di riposare ma la privazione a lungo termine dal sonno accelera la morte delle cellule cerebrali.

7. Dormire con il capo coperto

Dormire con il capo coperto aumenta la concentrazione di anidride carbonica e diminuisce quella di ossigeno che può causare effetti cerebrali dannosi.

8. Far lavorare il cervello quando si è malati

Lavorare duramente o studiare mentre si è malati può portare ad una diminuzione dell'efficacia cerebrale e danneggiare il cervello.

9. La mancanza di pensieri stimolanti

Pensare è il modo migliore per allenare il nostro cervello e la mancanza di pensieri stimolanti può causare restringimento cerebrale.

10. Parlare raramente

Fare conversazione promuove l'efficienza del cervello.

Parlare raramente equivale ad avere una minima comunicazione con il mondo esterno, che equivale a rinunciare a imparare cose nuove. Parlare ed avere conversazioni intellettuali con gli altri migliorerà l'efficienza del cervello. La meditazione è, invece, un'eccezione. Non provoca alcun danno al cervello, ma piuttosto genera pace ed energia nel corpo e nella mente (cioè nel cervello).


mercoledì 16 aprile 2014

Obesità: I grassi sono una droga per il nostro cervello?


Perché ci esaltiamo per un pezzo di cioccolato, ma mai quando pensiamo a una carota? 
La ricerca ha dimostrato che i trigliceridi (principale grasso che ritroviamo nel cibo) possono agire nel cervello direttamente sul circuito della ricompensa, lo stesso circuito che è coinvolto nella tossicodipendenza!!

Questi risultati mostrano nei topi un forte legame tra le fluttuazioni delle concentrazioni dei trigliceridi e lo sviluppo della gratificazione a livello cerebrale.
I pasti sono infatti generalmente associati a una forte sensazione di piacere, un sentimento che ci spinge verso il cibo ma che può diventare pericoloso: ogni anno 2,8 milioni di persone nel mondo muoiono per le conseguenze dell’obesità che fondamentalmente è causata da uno squilibrio tra calorie consumate e quelle bruciate. Una vita sedentaria combinata con una grande varietà di dolci e cibi grassi fornisce un terreno fertile per questa malattia.


La ricerca dimostra che il nostro cervello si sa adattare all’apporto elevato di trigliceridi per ottenere la relativa ricompensa, simile ai meccanismi osservati quando le persone consumano droghe pesanti!

giovedì 5 settembre 2013

Ciotola di lenticchie per il nostro cervello


Proprio come il resto del corpo il cervello richiede un flusso costante di combustibile per funzionare, e il combustibile di cui ha bisogno è il glucosio.
Le lenticchie non sono solo uno degli alimenti più economici del pianeta, ma riforniscono il cervello del glucosio di cui ha bisogno per mantenerlo sempre in condizioni ottimali.

Ma non solo, le lenticchie giocano un ruolo da protagonista nella Dieta Mediterranea e diversi studi hanno dimostrato essere in grado di preservare anche la nostra memoria.
Vi siete convinti a introdurre le lenticchie nella vostra alimentazione? Allora provate questa deliziosa ricetta!

Ingredienti
Rende 15 porzioni (Dose: ½ tazza)

2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
220 gr di cipolle tritate a dadini
1 cucchiaino di cumino
¼ di cucchiaino di cardamomo
2 cucchiaini di aglio tritato finemente
4 tazze d’acqua
3 cucchiai di brodo vegetale
2 tazze di lenticchie rosse secche
700 gr di pomodori pelati
2 cucchiaini di curcuma
2 cucchiai di zenzero fresco, tritato
1 cucchiaio di peperoncino
4 cucchiai di coriandolo tritato
Sale q/b

Indicazioni
In una grande pentola scaldare l’olio. Aggiungere le cipolle e soffriggere fino a quando diventeranno leggermente caramellate. Aggiungere il cumino, il cardamomo, l’aglio e far rosolare 2 minuti.

Aggiungere gli altri ingredienti e portare a ebollizione. Ridurre il fuoco al minimo, coprire e lasciar cuocere a fuoco lento, mescolando spesso fino a quando le lenticchie saranno tenere  (circa 15 minuti). Servire e gustare!

Informazioni nutrizionali per porzione:
Carboidrati: 16 g
Zuccheri: 2 g
Proteine: 6 g
Grassi saturi: 0 g
Sodio: 160 mg
Colesterolo: 0 mg
Fibra: 4 g
Calorie: 100


lunedì 27 maggio 2013

Cervello più giovane con la dieta mediterranea

La dieta mediterranea protegge dai danni ossidativi e può prevenire il declino cognitivo nella terza età!

Che la mediterranea costituisca l'alimentazione più protettiva contro i radicali liberi non è una novità; ultimamente la ricerca sulla nutrizione si sta concentrando sul ruolo che olio di oliva e ortaggi cucinati in modo semplice possano avere contro il declino cognitivo degli anziani. Inquietante? No, se si considera che la salute comincia da giovani. E se è vera l'intuizione del filosofo 800esco Feuerbach ("Siamo ciò che mangiamo"), è altrettanto vero che mangiare bene vuol dire assicurarsi un cervello sano.
Olio di oliva, noci e vino possono ritardare l’insorgenza anticipata dei sintomi tipici della malattia di Alzheimer.


I risultati provengono dallo studio spagnolo PREDIMED, una vasta indagine epidemiologica sviluppata per analizzare il ruolo dell’alimentazione mediterranea nella prevenzione delle patologie cardiovascolari.
Numerosi composti e nutrienti contenuti nell’alimentazione mediterranea esercitano effetti protettivi contro lo sviluppo di patologie cardiovascolari, cancro e sono associati ad una maggiore longevità. Inoltre, alcuni nutrienti possono contrastare i meccanismi infiammatori e ossidativi alla base della patogenesi delle malattie neurodegenerative tipiche all’invecchiamento, tra cui la demenza senile e la malattia di Alzheimer.

La dieta rappresenta una preziosa fonte di sostanze antiossidanti ed anti-infiammatorie, in grado di proteggere dall’insorgenza dei sintomi tipici dell’invecchiamento cerebrale.

L’olio d’oliva, ad esempio, possiede importanti proprietà antiossidanti. Questo ”elemento portante” dell’alimentazione mediterranea contiene infatti abbondanti acidi grassi polinsaturi - principalmente acido oleico - e, a seconda della sua lavorazione, altri micronutrienti come fitosteroli, vitamina E e composti fenolici.
Le noci sono invece gli alimenti a più elevato contenuto di acido alfa-linoleico, un composto dotato di proprietà antiossidanti e potenzialmente attivo sui lipidi plasmatici, in grado quindi di prevenire il danno vascolare e l’infiammazione.
Il vino, infine, è ricco in flavonoidi, una classe di polifenoli dotati di proprietà antiossidanti che potrebbero favorire la performance cognitiva.

Nello studio è stata condotta una valutazione neuropsicologica delle capacità intellettive di soggetti ad elevato rischio cardiovascolare di età compresa tra 50 ed 80 anni, valutandone la relazione con le abitudini alimentari.
I ricercatori hanno inoltre misurato il livello di polifenoli contenuti nelle urine.

Dall’analisi sono emerse alcune associazioni specifiche tra i nutrienti e le capacità intellettive: il consumo di olio d’oliva e noci correlava con la memoria verbale a breve termine mentre l’assunzione regolare di moderate quantità di vino era associato ad una migliore lucidità mentale, come dimostrato dai punteggi del test Mini-Mental State Examination.

Anche la concentrazione di polifenoli nelle urine correlava con il livello di memoria verbale.
Il consumo di questi alimenti e una moderata assunzione di vino possono essere quindi raccomandati per prevenire il lento declino intellettivo nelle persone anziane, specialmente nei soggetti ad elevato rischio cardiovascolare.