giovedì 13 giugno 2013

Dieta e cellulite

Dieta e cellulite

Pubblicato da I love Foods a 11:37
La cellulite è un inestetismo molto diffuso di cui ogni donna farebbe volentieri a meno. Ma come fare a combattere questo problema?
Va innanzitutto sottolineato che non esiste una dieta magica in grado di far sparire in un attimo la cellulite. Una sana alimentazione associata ad una costante attività fisica sono comunque in grado di ridurre il grasso in eccesso ed insieme ad esso buona parte della cellulite. Fondamentale è però la qualità del dimagrimento, infatti l’effetto del calo ponderale sulla cellulite non è sempre positivo!
A dimostrarlo ci pensa uno studio pubblicato su Plastic and Reconstructive Surgery e condotto dallo Skin Sciences Institute di Cincinnati (USA) che ha valutato gli effetti del dimagrimento sulla cellulite in una trentina di donne, partecipanti a vari programmi dimagranti. Se per 17 donne la perdita di peso si è rivelata utile per migliorare la cellulite, in altre 9 ha portato a un peggioramento, come dimostrato dalla rugosità superficiale della pelle e dalle alterazioni del tessuto dermico sottocutaneo.
Il problema? Il peggioramento dell’inestetismo in queste donne è dovuto al fatto che al calo ponderale non era associata alcuna riduzione della percentuale di grasso nelle cosce! La deposizione di grasso non è però l'unico fattore che concorre a questa alterazione: l’accumulo di tossine, la stasi venosa e linfatica e le modificazioni del microcircolo, spesso dovute a sedentarietà, sono tra le principali cause.

E che cosa si può dire riguardo ai singoli alimenti?
Gli zuccheri semplici (fruttosio e saccarosio) e i grassi saturi, se assunti in eccesso, favoriscono la proliferazione e l'ipertrofia degli adipociti, l'infiammazione e lo stress ossidativo, tutti fattori che concorrono all'insorgenza della cellulite. Anche un elevato apporto di sale è nocivo: la cellulite è di per sé caratterizzata da ritenzione idrica e il sodio la aggrava. Al contrario, è stato suggerito che diversi costituenti degli alimenti possano avere un ruolo positivo sul mantenimento del peso, regolando con diversi meccanismi la deposizione di grasso e le funzioni vascolari, tra questi l’acido ascorbico, meglio conosciuto come vitamina C, ha un ruolo importante nel proteggere i capillari sanguigni. Gli alimenti più ricchi di questa sostanza sono: alcuni frutti freschi (quelli aciduli, agrumi, ananaskiwi, fragole, ciliegie ecc.), alcune verdure fresche (lattuga, radicchio, spinacibroccoletti ecc.), alcuni ortaggi freschi (broccoli, cavoli, cavolfiori, pomodoripeperoni) e tuberi (patate soprattutto se novelle). Altre sostanze che apportano importanti benefici sono l'acido ferulico del farro e del frumento integrale, i fitoestrogeni dei legumi, i capsaicinoidi dei peperoni e del peperoncino e altri. E poi l'acqua, che deve diventare una fedele compagna e come tale va portata sempre con sé. Una corretta idratazione è infatti una delle soluzioni più semplici ed efficaci per combattere la cellulite. Bisogna pertanto sforzarsi di consumare almeno un paio di litri di acqua al giorno. In generale è buona regola aumentare le dosi quando il colore delle urine è troppo scuro e/o di cattivo odore (per esempio nel periodo estivo o più in genere quando si fa sport e si suda molto).

È importante però ricordare che gli effetti di queste sostanze sono stati evidenziati per lo più in studi di laboratorio, che necessitano di conferme sull’uomo. In altre parole, è bene usare questi alimenti ma nell’ambito di una dieta variata e equilibrata.

martedì 11 giugno 2013

Settimana di Sensibilità al Glutine Non Celiaca

È cominciata ieri, 10 Giugno, la seconda edizione della settimana di Sensibilità al Glutine Non Celiaca (SGNC) sostenuta da DS - gluten free ed il patrocinio dell'Associazione italiana dietetica e nutrizione clinica, con l'obiettivo di informare l'opinione pubblica sulle differenze fra le diverse patologie legate al glutine, per evitare le diagnosi fai-da-te e sottolineare la necessità di consultare sempre il medico di riferimento in caso di sintomi ripetuti, favorendo l'emersione di casi non ancora diagnosticati.  Diverse le attività in questa settimana speciale, come «L’esperto risponde», possibilità di un consulto telefonico gratuito con gastroenterologi, dietologi e dietisti dei centri di riferimento più vicini, fino ad esaurimento disponibilità, da lunedì 10 a mercoledì 12 giugno, dalle ore 9 alle 18. Basta prenotarsi compilando un modulo sul sito www.megliosenzaglutine.it. Dopo aver lasciato il proprio recapito telefonico, il pubblico avrà infatti la possibilità di essere richiamato e messo gratuitamente in contatto con gli esperti.

Secondo autorevoli studi, infatti, sempre più italiani soffrono di disturbi che potrebbero essere riconducibili alla sensibilità al glutine, ovvero che riscontrano sintomi simili a quelli della celiachia e dell'allergia al grano, ma senza essere affetti da nessuna delle due patologie. La celiachia infatti è una patologia autoimmune che coinvolge prevalentemente l'intestino, mentre l'allergia al frumento, che può comprendere anche asma da farina o rinite, interessa soprattutto la cute e l'apparato respiratorio. Nel primo caso la reazione del sistema immunitario al glutine danneggia la mucosa intestinale e, qualora non venisse diagnosticata e curata in tempo, può provocare fenomeni di malassorbimento e quindi di carenza alimentare. Nel secondo caso, invece, si tratta di una reazione avversa su base immunologica alle proteine del frumento: l'organismo reagisce alle proteine contenute in esso in quanto agenti allergenici. Tuttavia la sensibilità al glutine è causa di mal di testa, nausea, irritazione intestinale, stanchezza, dolori muscolari e molti altri disturbi a cui, se si ignora la propria condizione di sensibilità, non si sa dare spiegazione. Non essendo ancora disponibili biomarker in grado di fornire test diagnostici affidabili per la sensibilità al glutine la diagnosi deve avvenire necessariamente per esclusione rispetto alle altre patologie glutine correlate, comprese la celiachia e l'allergia al frumento. Soltanto dopo aver escluso la celiachia e l'allergia al frumento, e se il soggetto risponde positivamente a una dieta priva di glutine, si può quindi pensare a una diagnosi di sensibilità al glutine. 

lunedì 10 giugno 2013

Cocktail multivitaminico

Cocktail multivitaminico

Pubblicato da I love Foods a 03:25
Vi sembra che non state assumendo  abbastanza vitamine dalla vostra dieta? Questo cocktail multivitaminico è ricco di antiossidanti e vi aiuterà ad assorbire tutti i nutrienti che servono al vostro organismo!
Il modo migliore per assorbire le vitamine e i minerali necessari è attraverso una dieta sana: la papaya fornisce molto più del valore giornaliero raccomandato di vitamina C, utile per mantenere il sistema immunitario forte e scongiurare le malattie, i cavoli rapa e gli spinaci sono un’importante fonte di magnesio e calcio e la mela e la banana sono ricchi in antiossidanti!

Ingredienti per 1 porzione

1 tazza di papaya
½ tazza di cavoli rapa
½ tazza di spinaci
½ banana
½ mela verde

Indicazioni

Mettere tutti gli ingredienti nel frullatore e far frullare fino a che il composto non sia liscio. Buon appetito!

giovedì 6 giugno 2013

Importantissimo iodio in gravidanza!

Lo iodio è un minerale prezioso per la nostra salute, è indispensabile per il funzionamento della ghiandola tiroidea; infatti, la conseguenza più evidente del deficit di questo minerale  è l’ipotiroidismo, con il manifestarsi del “gozzo”, ovvero l’aumento del volume della tiroide.
Come conseguenza, l’ipotiroidismo causa un rallentamento generale delle funzioni metaboliche con sintomi come la sensazione di freddo, depressione, sonnolenza diurna, difficoltà di concentrazione, aumento di peso e stipsi.
Nella donna in gravidanza, a questi effetti negativi se ne sommano altri di grande peso, sia a carico della mamma che a carico del feto: ipertensione gravidica, basso peso alla nascita, emorragia post-partum, ma il più importante è che l’ipotiroidismo materno provoca un danno allo sviluppo neurologico ed intellettivo del neonato.
La notizia è freschissima, secondo una ricerca inglese, appena pubblicata sulla rivista scientifica Lancet, anche una lieve carenza di questo importante elemento nella dieta materna può compromettere il quoziente intellettivo (QI) e le capacità di lettura del bambino!!
Un’affermazione che fa suonare più di un campanello di allarme, perché (sebbene deficit gravi di questo nutriente siano piuttosto rari nei Paesi sviluppati) si stima che in Europa almeno la metà della popolazione non raggiunga le quantità minime raccomandate dall'Organizzazione mondiale della sanità: secondo l’Oms il fabbisogno medio per la popolazione adulta generale è di 150 microgrammi al giorno, che salgono a 250 microgrammi al giorno durante la gravidanza e l’allattamento. Per spiegare questa aumentata richiesta, dobbiamo pensare che la tiroide della mamma deve produrre più ormoni tiroidei, per fare fronte alle esigenze sia dell’organismo materno sia del feto. La tiroide della donna in gravidanza va quindi incontro ad un “super-lavoro”, che deve essere supportato da un aumento della disponibilità nutrizionale di iodio.

La recente ricerca inglese ha seguito nel tempo un migliaio di donne che, all'inizio degli anni Novanta, hanno accettato di far parte del grande studio Children of the '90, coordinato dall'Università di Bristol, con l'obiettivo di stabilire le relazioni fra ciò che accade in gravidanza e nella prima infanzia con eventuali problemi di salute che possono manifestarsi in seguito. Tutte le donne partecipanti allo studio hanno partorito fra il 1991 e il 1992; nel primo trimestre di gestazione hanno eseguito un'analisi delle urine per stabilire se stavano assumendo una quantità adeguata di iodio. All'età di 8-9 anni i loro figli sono poi stati sottoposti a un test del QI, il quoziente intellettivo, e a verifiche sulla loro capacità di lettura, di comprensione verbale e di scrittura. I risultati mostrano che i bambini nati da donne i cui livelli di iodio erano anche di poco inferiori a quelli raccomandati dall'Organizzazione mondiale della sanità ottenevano nei test punteggi più bassi rispetto ai bambini le cui madri avevano assunto dosi più alte di questo nutriente. La relazione era indipendente da altri fattori che avrebbero potuto influenzare lo sviluppo intellettivo infantile, come il grado di istruzione dei genitori o l'assunzione di alcol da parte della madre in gravidanza; i risultati peggiori si riscontravano proprio nei figli delle donne che avevano mostrato una carenza più accentuata di iodio.


Risulta quindi importantissimo un aumento dell'apporto giornaliero di iodio. I consigli degli esperti sono quelli di usare sale iodato, di mettere in tavola più spesso pesce (di mare) e buone quantità di verdure sebbene il contenuto del prezioso elemento in queste ultime dipenda dal terreno sul quale sono coltivate e l’utilizzo di integratori contenenti 150 microgrammi di iodio, che soddisfino il fabbisogno quotidiano di tale elemento.
Gli esperti consigliano alla gestante di non superare la dose massima di 600 microgrammi di iodio al giorno. Il “margine” di sicurezza, quindi, è di gran lunga superiore a quello che una futura mamma assume con la dieta e con l’integrazione alimentare corretta. 
Al bando quindi l’incertezza: integrare la dieta con 150 microgrammi di iodio al dì è assolutamente sicuro e benefico per la mamma!

martedì 4 giugno 2013

Colazione al sapore di avena, banana e melograno

Allontanate le voglie per tutta la giornata con questa colazione super nutriente e ipocalorica!
Il melograno è ricco di antiossidanti e nutrienti che aiutano a bruciare i grassi e a velocizzare il metabolismo senza aumentare la glicemia.

Ingredienti per 2 persone

2 tazze di mirtilli (vanno bene anche congelati)
½ tazza di fiocchi d'avena
1/3 di tazza di succo di melograno
2 cucchiai di noci tritate
1 cucchiaio di semi di girasole
1 banana a fette

Indicazioni
In una ciotola unire tutti gli ingredienti e scaldare nel forno a microonde per 3 minuti.

Buon appetito!