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mercoledì 28 gennaio 2015

Avocado per la salute femminile

Avete mai fatto caso che alcuni frutti e ortaggi assomigliano in maniera straordinaria ai nostri organi?

E’ il caso dell’avocado, la cui forma ricorda inequivocabilmente quella dell’utero, arrotondata ed un po’ a pera. Ma non è tutto, il fatto che dentro la “pancia” di questo frutto vi sia anche un grande nocciolo, non vi ricorda nulla? Se ci aggiungiamo, poi, il fatto che ci mette proprio 9 mesi per completare la sua maturazione, il quadro è completo J



Tra i nutrienti maggiormente contenuti nell’avocado vi è la vitamina E, che, quando fu scoperta per la prima volta, le venne dato il nome di vitamina “antifertilità“, perché la sua carenza rendeva sterili gli animali da laboratorio. Anche i folati sono presenti in gran quantità in questo frutto, rendendolo l’alimento ideale in gravidanza e allattamento.

Il frutto è composto per il 74% da acqua, è molto calorico (100 gr. di polpa forniscono circa 160 calorie) ma le calorie hanno un’importanza relativa, bisogna sempre capire il contenuto di micro e macroelementi, quindi la qualità di queste calorie.
L’avocado è infatti ricco di vitamine A, B1, B2, B6, D, E, K, PP, sali minerali (soprattutto potassio, ma anche fosforo, magnesio e calcio) e grassi buoni per la nostra salute (soprattutto monoinsaturi, la quantità di grassi saturi è infatti solo del 4%). Mentre risulta povero di sodio, zucchero e l’assenza di amido lo rendono un frutto ideale anche per diabetici e ipoglicemici.


Per garantirci uno stato ottimale di salute è quindi fondamentale per noi donne consumare un avocado almeno ogni 1-2 settimane!

venerdì 16 gennaio 2015

Ma tu assumi l'acido folico?


Forse non lo sai, ma l’assunzione di acido folico non è un'esclusiva delle donne in gravidanza, ma ogni donna in età fertile dovrebbe garantirsi un apporto giornaliero ottimale di questa vitamina!

Intanto vediamo di cosa si tratta.
Spesso i due termini vengono confusi ma con l’espressione acido folico si indica la molecola di sintesi chimica presente nei supplementi vitaminici e negli alimenti fortificati, mentre il termine folati è riferito ai composti naturalmente presenti negli alimenti.
Sono vitamine del gruppo B (B9) e il loro nome deriva dalla parola latina "folium", cioè foglia, poiché furono per la prima volta isolati negli anni ’40 dalle foglie di spinaci. 

L'acido folico e i folati sono vitamine essenziali che svolgono numerose funzioni nel nostro organismo e una loro carenza può causare anemia e aumentare il rischio di gravi malformazioni fetali come i difetti del tubo neurale (tra cui spina bifida, anencefalia e encefalocele) ed altre malformazioni, in particolare alcune difetti congeniti cardiovascolari, malformazioni delle labbra e del palato (labiopalatoschisi), difetti del tratto urinario e di riduzione degli arti.



Il nostro organismo non sintetizza acido folico e non lo immagazzina. I folati devono, quindi, necessariamente essere introdotti attraverso l’alimentazione privilegiando le verdure a foglia verde (spinaci, broccoli, asparagi e lattuga), gli agrumi (come le arance), i legumi, i cereali, la frutta (come kiwi e fragole) e la frutta secca (come mandorle e noci).
Ma attenzione, i folati presenti negli alimenti hanno una biodisponibilità minore rispetto ai supplementi vitaminici e in più la cottura riduce sensibilmente il contenuto di folati, soprattutto se l’acqua di bollitura viene scartata.
Per questo motivo anche quando adeguata, la sola alimentazione non riesce a coprire il fabbisogno ottimale di folati che corrisponde a 0,4 mg/die per le donne di età uguale o superiore a 18 anni, fabbisogno che aumenta in gravidanza diventando di 0,6 mg/die.

Diventa quindi necessario integrare la dieta con compresse di acido folico, regola che vale per tutte le donne in età fertile (che programmano o non escludono una gravidanza), in gravidanza e in allattamento (dove il fabbisogno scende a 0,5 mg/die).
In più, le donne con precedenti gravidanze in cui sono stati riscontrati difetti del tubo neurale oppure con storia familiare di malformazioni congenite, donne in terapia con farmaci antiepilettici o con antagonisti dell'acido folico, donne con aborti ripetuti o con particolari malattie quali diabete, celiachia e patologie gastrointestinali, dovrebbero aumentare sino a 4-5 mg al giorno il dosaggio di acido folico peri-concezionale. In questi casi è opportuno consultare il medico curante o il ginecologo per definire i dosaggi più appropriati.

Con un’adeguata assunzione di acido folico è possibile una prevenzione primaria di malformazioni congenite con una riduzione del rischio fino al 70%!
È fondamentale che l’assunzione inizi almeno un mese prima del concepimento e continui per tutto il primo trimestre di gravidanza.
In Italia, però, solo il 20-30% delle donne in gravidanza attua l’integrazione in modo corretto mentre le donne straniere sono solo il 4-6%!

Ma dove trovare i folati?
Frutta e verdura sono le principali fonti di folati, in particolare:

Alimenti ad alto contenuto di folati (0,1-0,3 mg/100g)
·         asparagi
·         broccoli
·         carciofi
·         cavolini di Bruxelles
·         cavolfiori

Alimenti a buon contenuto di folati (0,04-0,099 mg/100g)
·         agrumi (arance, clementine, mandarini)
·         kiwi
·         frutta secca (noci, mandorle, nocciole)
·         avocado
·         agretti
·         bieta
·         legumi (fagioli, ceci, lenticchie, piselli)
·         indivia
·         lattuga
·         pane e pasta integrali
·         rucola
·         pomodorini
·         spinaci

Come farsi prescrivere l’acido folico?
Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ha inserito l’acido folico in fascia A cioè in regime di esenzione.  Pertanto è sufficiente la prescrizione su ricetta rossa da parte del medico curante per acquistare questa vitamina pagando solo il ticket previsto dalla propria Regione.